Facebook offre diverse opportunità ai propri utenti per caratterizzare la propria presenza sul social network. Oggi vorrei soffermarmi a ragionare con voi sulla strada per garantire il migliore utilizzo di questo strumento per promuovere il vostro sito web, la vostra attività commerciale e la vendita dei vostri servizi e prodotti.
Il primo suggerimento che mi sento di fornire a tutti coloro che intendono utilizzare il più popolare dei newtork sociali è quello di avere un proprio profilo personale. Non è un mistero infatti che i clienti, potenziali o attuali, amano riuscire a dare un volto al servizio o al prodotto che intendo acquistare o che hanno già acquistato. E allo stesso tempo in questo modo avrete la possibilità di gestire attraverso un solo processo di autenticazione diversi strumenti promozionali.
Il profilo personale, con nome e cognome, è riservato per policy a persone fisiche, ed attraverso di esso è possibile aggiungere nuovi amici, dialogare con loro con commenti, post, chat, ecc. e gestire gruppi e pagine fan, studiate più precisamente per la promozione di attività commerciali.
Accanto al proprio profilo personale, ben aggiornato e curato, in cui alternate post riguardanti la vostra vita di tutti giorni a messaggi promozionali inerenti il vostro lavoro, fotografie dei vostri animali domestici a promozioni in corso presso la vostra azienda, la presenza su Facebook andrebbe profilata a seconda degli obiettivi che intendete raggiungere.
Facciamo alcuni esempi e utilizziamo questi “casi” concreti per cercare di delineare come, dove e perchè usare Facebook per “farsi pubblicità”.
Se siete i titolari di un piccolo esercizio commerciale, il vostro obiettivo potrebbe essere quello di fidelizzare i clienti informandoli su novità e sconti, oppure allargare la vostra normale clientela cercando di persuadere gli “amici degli amici” a visitare il vostro store. In questo caso penso che la soluzione migliore sia quella di aprire un profilo personale, con il vostro nome e cognome per intenderci, e di utilizzare un suffisso (o il campo secondo nome) per specificare il nome del vostro negozio. Esempio: negozio “Re Leone” di Francesco Pippo –> su facebook potrebbe essere “Francesco Re Leone Pippo”. In questo modo ad un volto, il vostro, riuscirete a far associare negli utenti un brand, quello del vostro negozio, e ad utilizzare questo canale come mezzo di scambio con cui la clientela attuale e potenziale può entrare in diretto contatto con il titolare. Abbiate cura inoltre di configurare dalle impostazione del vostro account il vostro “nome di accesso breve”, per raggiungere con una semplice url il vostro profilo (es. .facebook.com/francesco.releone), e ricordate che i profili personali sono limitati a 5.000 amici.
Se invece fosse i titolari di una “catena” di negozi, magari dislocata in zone della città o addirittura in località diverse, forse è il caso di pensare ad una pagina fan.
La pagina fan (o pagina pubblica) vi consentirà di promuovere i vostri prodotti e servizi in modo più professionale e meno personale. E di raccogliere tra tutti gli utenti del social network di Zuckerberg i tanto desiderati “MI PIACE“. Al contempo vi offrirà l’occasione di effettuare delle inserzioni a pagamento per incrementare il numero dei “mi piace”, o per sostenere iniziative mirate, e di nominare diversi collaboratori per alimentare i contenuti della pagina ed espandere il pubblico a cui si rivolge.
Una buona strada “di mezzo”, se effettuata con la giusta attenzione senza contravvenire alle regole di utilizzo di Facebook, potrebbe essere quella di creare un profilo personale da convertire in pagina pubblica al raggiungimento di un congruo numero di amici. In questo caso, infatti, dopo la conversione i vostri amici si trasformeranno in fan della pagina, e la vostra impresa partirà certamente avvantaggiata nella diffusione dei propri messaggi.
La pagina fan inoltre, vi consentirà di utilizzare uno strepitoso strumento che gli Zuckerberg’s boy stanno rilasciando in questi giorni: richiedi offerte. Attualmente in fase di testing gratuita, grazie allo strumento “richiedi offerta” sarete in grado di sottoporre all’attenzione dei vostri fan delle speciali offerte di vendita per beni e servizi, collegate direttamente alla pagina del vostro sito dove vengono commercializzate. Potete configurare un budget promozionale per singola offerta, e decidere una data di scadenza. Le offerte appariranno sulle bacheche dei vostri fan (e dei loro amici) in un riquadro evidenziato in blu.
Nel caso di aziende medio-grandi la pagina fan diventa un “must” assolutamente imprescindibile, ed il team direzionale dovrebbe aver cura di individuare dei responsabili (nel team di comunicazione, ma non solo) cui affidare il compito di aggiornare i contenuti e monitorare le reazioni dei fan. Il nome da scegliere per la vostra pagina? Semplice, quello del marchio con cui commercializzate i vostri prodotti e servizi. Occhio anche in questo caso a decidere, nelle impostazioni, il vostro nome di accesso breve alla pagina (es. facebook.com/releone)
Da qualche tempo si sta facendo strada anche l’utilizzo dei gruppi. Aperti, chiusi, segreti, i gruppi di Facebook consentono di creare una bacheca comune ad un insieme di persone; di norma interessate ad un argomento o ad una tematica particolare.
I gruppi chiusi e segreti possono essere ottimi strumenti di coordinamento per gruppi di lavoro di cui fanno parte persone localizzate in luoghi fisici diversi (es. la redazione di un giornale telematico). Un punto di riferimento dove confrontarsi, scambiarsi idee ed opinioni, veicolare informazioni e, perché no, prendere decisioni.
Personalmente non condivido l’utilizzo un po’ distorto di questo strumento da parte di alcune aziende, le quali piuttosto impropriamente creano gruppi con il loro brand ed aggiungono in modo indiscriminato tutti gli amici dei loro collaboratori (e gli amici degli amici), per espandere in modo semplice il proprio pubblico. Penso che un atteggiamento di questo tipo possa persino essere dannoso e lesivo della loro immagine.
Al contrario, il gruppo è uno strumento formidabile per raccogliere adesioni a progetti di solidarietà ad esempio, e si adatta perfettamente dunque all’attività di associazioni onlus, culturali o di promozione sociale.
Fonte: Social Media Marketing