Fake news, la disinformazione preoccupa il 79% degli utenti
La preoccupazione per le fake news in circolazione c’è ed […]
La preoccupazione per le fake news in circolazione c’è ed […]
Vogliamo segnalare che pur senza il clamore degli ultimi giorni […]
Circa il 50% di tutti i crimini informatici globali del […]
In queste ore è in atto una nuova ondata di […]
Il 3 giugno 2015 è il termine di scadenza stabilito […]
Tra i molteplici aspetti della vita che i social network ha contribuito a cambiare ce n'è uno insospettabile. O così era sino a pochi mesi fa. Molte società di marketing sfruttano post, tweet, hashtag e aggiornamenti di vario genere per riuscire a catturare il sentiment (l'opinione, positiva o negativa, che gli utenti delle reti sociali hanno a proposito di una persona, un oggetto, un programma TV o un brand), verificare quali siano le tendenze commerciali e, da queste basi, creare campagne pubblicitarie ad hoc che permettano di catturare l'attenzione degli internautisocial.
Perché il più grande social del pianeta avrebbe intenzione di trasferire i contenuti delle testate online direttamente sulla sua piattaforma bypassando ogni rimando a contenuti esterni? Per giocare la sua partita Facebook punta sull’enorme potenziale seduttivo che potrebbe avere, sia per gli utenti sia per la pubblicità, il risparmio di qualche secondo d’attesa per il collegamento ad altri domini
Al giorno d’oggi ha successo chi sa gestire abilmente i dati, chi fa passare ai clienti e agli interessati informazioni e offerte rilevanti attraverso tutti i punti di contatto e struttura processi di marketing incentrati sul cliente. Valutare misure, analizzare dati, individuare tendenze: sono questi i presupposti per comprendere i rapporti causa-effetto.